Rassegna stampa: leStrade
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La strada che si mette in sicurezza da sola
Flash LED è il set di droni-rover di A35 Brebemi e All.V.In. che si posiziona da solo sulla carreggiata, con la possibilità di comunicare in tempo reale con app di navigazione e sistemi V2X. Premiato agli Asecap Days 2026, e già coperto da richiesta di brevetto, migliora le condizioni di sicurezza durante il primo intervento.
C'è, in ogni storia di progresso tecnico, un momento in cui l'osservatore si accorge di essere già in ritardo rispetto alla cosa che osserva e a lui non resta che la consolazione, peraltro non trascurabile, di poter almeno raccontare questo ritardo. Chi scrive lo aveva visto a Bratislava, agli Asecap Days 2026, dove «leStrade» era presente come media partner della manifestazione e dove il progetto veniva premiato. Gli ingegneri che lo hanno sviluppato, tornando a parlarne, la chia-mano ormai «la versione old»: un modo per dire, senza troppi giri di parole, che quanto si racconta in queste pagine è un'evoluzione importante di ciò che si vide sul palco della premiazione. Nel frattempo, mentre l'osservatore restava fermo all'impressione ricevuta a Bratislava, il dispositivo aveva continuato a mutare, silenziosamente, come mutano le cose fatte con cura. Dietro questa evoluzione ci sono tre anni di lavoro comune tra due aziende, A35 Brebemi e AII.V.In. (società di Ingegneria che progetta e realizza veicoli speciali destinati alla gestione dell'infrastruttura stradale e della mobilità, in ambito nazionale e internazionale), due depositi di brevetto, l'uso di un circuito di prova che Brebemi possedeva già per altri scopi, l'Arena del Futuro, e la collabora-zione non meramente formale della Polizia Stradale.
Quel progetto ha un nome preciso - Flash LED - e due firmatari: A35 Brebemi-Aleatica, la concessionaria che gestisce il collegamento autostradale diretto tra Brescia e Milano, e All.V.In. Insieme portano in autostrada una tecnologia per ottimizzare l'intervento nel delimitare la corsia in caso di incidente o veicolo in panne. Il sistema, premiato quest'anno agli Asecap Days di Bratislava con l'Innovation Challenge per il progetto "Rover I Flash LED", è il risultato di una collaborazione avviata nel 2023 anche con la Polizia Stradale, ed è oggi coperto da un brevetto depositato in Italia nel dicembre 2024 e da una corrispondente domanda di brevetto internazionale depositata nel dicembre 2025. Titolari del brevetto sono, in parti uguali, A35 Brebemi (50%) e AII.V.In. (50%); gli inventori sono Righetti, Coffinardi e Mastroviti. Per ricostruire genesi, funzionamento e prospettive del sistema, «leStrade» ha intervistato Giuseppe Mastrovlti, Direttore Tecnico e di Esercizio di A35 Brebemi, e Giuseppe Celia Magno, Amministratore Delegato di All.V.In., raccogliendo il punto di vista di entrambi i partner di progetto. «Con questo progetto», ha spiegato Celia Magno, «la prima nostra esigenza è quella di dare una risposta operativa per la messa in sicurezza degli eventi incidentali sull'autostrada».
L'evoluzione robotica
Il progetto nasce da un'esigenza operativa molto concreta: ridurre drasticamente l'esposizione al traffico degli operatori chiamati a posizionare i classici segnali per delimitare il pericolo, in primis gli agenti della Polizia Stradale. Oggi, nella procedura tradizionale, per allestire la segnalazione è necessario scendere dal veicolo e, insieme a uno sbandieratore, avanzare progressivamente lungo la corsia di marcia per posizionare i segnalatori (torce, ecc.). Servendosi di Flash LED, invece, l'operatore scende dall'auto, preleva il case, lo appoggia a terra e l'operazione di allestimento è conclusa: il rover si occupa autonomamente di raggiungere la posizione e mettere in sicurezza l'area, mentre l'agente può dedicarsi alla gestione dell'incidente. Come ha raccontato a «leStrade» Giuseppe Mastroviti, Direttore Tecnico e di Esercizio di A35 Brebemi, «una volta sceso dal proprio veicolo, l'operatore prenderà il nostro case, lo poggerà per terra e, a quel punto, l'operazione sarà già conclusa. Mentre il rover va a delimitare l'area in sicurezza, l'operatore può andare a occuparsi dell'incidente». Sviluppato con il coinvolgimento della Polizia Stradale fin dalle prime fasi, il sistema è stato ottimizzato anche nei pesi e nelle dimensioni: il case è stato progettato per essere trasportabile da un solo operatore e per entrare esattamente nel vano già presente sui veicoli della Polizia, senza richiedere alcuna modifica alla configurazione delle auto in dotazione. La finalità del progetto, del resto, va oltre il solo primo intervento della Polizia: l'obiettivo dichiarato dai promotori è quello di ridurre l'esposizione al traffico di chiunque sia chiamato a operare a bordo strada, compreso il personale di manutenzione impegnato nei cantieri, anche se l'impiego, finora, resta concentrato sul primo intervento e sulla messa in sicurezza in caso di emergenza.
Come funzione il sistema
Flash LED è composto da un case contenente quattro droni-rover, per un totale di cinque elementi segnaletici (il case stesso più i quattro droni). La versione presentata inizialmente prevedeva un case di dimensioni importanti, largo quasi un metro, da posizionare trasversalmente rispetto all'asse autostradale, con i droni che uscivano lateralmente.
Nella versione più recente, il case è stato ruotato e viene collocato longitudinalmente lungo l'asse autostradale, con i droni che escono dritti mantenendo invariato l'effetto del pannello segnaletico, semplicemente ribaltato. Il risultato è un ingombro di poco inferiore rispetto alla prima versione, ma una collocabilità nettamente superiore negli spazi ristretti. Dove la corsia di emergenza è presente, il case continua a essere posizionato al suo interno, a bordo strada. L'orientamento longitudinale diventa determinante, soprattutto, nei tratti privi di corsia di emergenza, perché permette comunque di collocare il case a ridosso della linea di margine senza invadere la corsia aperta al traffico.
Una volta autorizzato lo spiegamento dell'operatore, il sistema potrebbe immediatamente comunicare anche alle app di navigazione (Google Maps, Waze e altre) e ai sistemi Smart Road in tecnologia V2X un messaggio di "ostacolo in carreggiata", ancora prima che i droni abbiano completato il posizionamento fisico. I droni si muovano autonomamente lungo la linea di margine a una velocità di circa 5 km/h, raggiungendo l'ostacolo a una distanza indicativa di 70-100 metri, per poi disporsi in diagonale rispetto alla carreggiata. La distanza tra un drone e l'altro è di circa 20 metri, per chiusure segnaletiche complessive comprese tra 70 e 100 metri a seconda della tipologia di incidente.
Dal punto di vista della segnaletica luminosa, ciascun drone monta un'illuminazione posteriore di colore ambra che restituisce visivamente l'effetto di una "frusta led", un'illuminazione anteriore bianca pensata per migliorare la visibilità dell'operatore a terra durante gli interventi notturni facendo luce sull'area dell'incidente e un'illuminazione superiore che replica "l'effetto torcia". Un punto va precisato, perché non scontato: l'E-CE R65 è la normativa UNECE che disciplina propriamente i lampeggianti di emergenza montati sui veicoli (ambulanze, mezzi di soccorso, auto della Polizia), non gli apparati di segnalazione a terra come questo. Nella documentazione di progetto si indica che i moduli LED dei rover sono stati sviluppati facendo riferimento ai medesimi requisiti fotometrici previsti da quello standard: un riferimento, quindi, da leggere come allineamento prestazionale ai dispositivi di segnalazione già in uso, più che come un'omologazione in senso stretto.
La configurazione dello sbarramento può essere adattata caso per caso: attraverso un terminale portatile (un tablet o uno smartphone) l'operatore imposta la geometria della carreggiata, indicando larghezza e numero delle corsie da interessare alla chiusura, prima ancora che il case venga attivato. Il pannello che si apre al momento dello spiegamento include, inoltre, un'indicazione direzionale luminosa - una freccia orientabile a destra o a sinistra - che guida gli utenti verso la corsia libera.
La lunghezza massima della chiusura diagonale realizzabile da un singolo set di rover si attesta, secondo la documentazione di progetto più recente, attorno ai 160 metri: un valore superiore ai 70-100 metri riferiti a proposito della configurazione a quattro rover verificata sul campo. Il divario non è un'incongruenza, ma è, anzi, la conferma, più volte ribadita dagli stessi tecnici, di una piattaforma in evoluzione rapida, dove versioni successive possono contare su un numero di rover o su un passo tra un elemento e l'altro diversi da quelli della prima generazione testata con la Polizia. Resta comunque fermo il principio di base: quando un incidente interessa più corsie, più case con i rispettivi rover possono essere affiancati per estendere la delimitazione.
Nel perimetro progettuale rientrano anche le condizioni meteo più severe: i rover sono stati concepiti per funzionare in qualsiasi contesto climatico, neve compresa, con una parte sommitale che non trattiene l'accumulo nevoso e resta quindi sempre visibile a chi sopraggiunge.
Comunicazione ridondante e resilienza in caso di guasto
Il sistema di comunicazione tra i droni non dipende dalla connettività a Internet: ciascun drone dialoga in modalità wireless diretta (peer-to-pe-er, tipo Wi-Fi) con quello immediatamente più vicino, circa 20 metri più avanti, così da non perdere mai il segnale anche in condizioni di rete assenti o disturbate. Se un drone venisse danneggiato o distrutto durante l'intervento - evenienza messa in conto dal progetto, che accetta il rischio di impatto per il singolo elemento - gli altri dreni sono progettati per riposizionarsi autonomamente e ristabilire l'equilibrio della formazione, evitando il cosiddetto "effetto buco" nella segnalazione.
Sul fronte della connettività verso l'esterno, il si-stema è oggi dotato di una scheda telefonica per il possibile dialogo con le app di navigazione ed è già predisposto per l'eventuale integrazione con le smart road e con la comunicazione diretta veicolo-infrastruttura (V2X): l'obiettivo dichiarato dai partner di progetto è arrivare a comunicare, oltre che con le app e con le sale radio, anche direttamente con i veicoli di nuova generazione dotati delle tecnologie abilitanti, cosi da segnalare la presenza dell'incidente anche a chi non lo ha ancora visto.
Autonomia energetica e ricarica
L'autonomia del sistema è stata dimensionata sui turni di pattugliamento, articolati su quattro quadranti da sei ore ciascuno nell'arco delle 24 ore: i droni sono progettati per reggere la carica per l'intera durata di un singolo turno, non dell'intero ciclo giornaliero, dato che il cambio di turno coincide, di fatto, con la finestra di ricarica. Una volta richiamati, i droni si ricaricano all'interno del case; quando il case viene riposto nel vano del veicolo di servizio, si ricarica a sua volta, così che il sistema torni pienamente operativo già al rientro in auto.
Un percorso di collaborazione
Il progetto è stato mostrato alle concessionarie autostradali e alla Polizia nel dicembre 2025, ricevendo un apprezzamento per la capacità di offrire una segnalazione di immediata percezione per gli utenti e di rimuovere gli operatori dall'esposizione al traffico. Da allora, il sistema è oggetto di un percorso di collaborazione strutturato: A35 Brebemi collabora dal 2023 con la Polizia Stradale di Brescia, e nell'ambito delle riunioni programmate tra Brebemi e Polizia è stato aperto un capitolo dedicato specificamente a Flash LED. Ogni evoluzione del sistema è stata guidata da suggerimenti e verifiche dirette della Polizia, che ha testato le versioni precedenti individuandone limiti e margini di miglioramento anche negli spazi dell'Arena del Futuro di A35 Brebemi: un anello di prova di circa un chilometro con caratteristiche di carreggiata autostradale, laddove, nel corso del 2025, sono stati condotti test di spiegamento e simulazioni di incidenti insieme alla Polizia. I risultati sono stati presentati ufficialmente alla riunione annuale tra Polizia e concessionarie autostradali dello scorso ottobre. La fase successiva prevede che i primi tre kit realizzati vengano testati sul campo, anche all'estero.
I ruoli dei partner: Brebemi e All.V.In.
Nella descrizione dei protagonisti del progetto, A35 Brebemi porta in dote l'esperienza diretta di gestore autostradale e la conoscenza delle esigenze operative sul campo, oltre alla disponibilità dell'Arena del Futuro come banco di prova. All.V.In., azienda bresciana specializzata nell'allestimento di veicoli industriali per la manutenzione e la gestione del traffico che supporta operatori autostradali a livello nazionale, ha contribuito con l'individuazione delle soluzioni tecnologiche. I due partner sottolineano, tuttavia, che la ripartizione dei ruoli non è rigida: Brebemi ha fornito anche input tecnici e ingegneristici, mentre AII.V.In. collabora con numerose concessionarie autostradali maturando anch'essa una prospettiva da operatore di settore. Il contributo operativo e i suggerimenti da parte della Polizia Stradale sono stati fondamentali per la realizzazione dell'intero progetto.
Riconoscimenti e prospettive: dal Messico al Sud America
Dopo aver vinto, l'anno precedente, il Premio Innova assegnato internamente da Aleatica ai migliori progetti di innovazione per la sicurezza tra le concessionarie del gruppo, Flash LED ha ottenuto quest'anno il riconoscimento inter-nazionale nella 53a edizione degli Asecap Days: una rassegna che ha richiamato a Bratislava diverse centinaia di delegati provenienti da oltre venticinque Paesi, per confrontarsi su resilienza, decarbonizzazione della mobilità e sicurezza stradale come priorità per lo sviluppo delle infrastrutture europee. Nella sessione dedicata ai premi per l'innovazione, il progetto - presentato ufficialmente anche come "segnalatore di emergenza autonomo" è stato selezionato al termine di una valutazione internazionale dedicata ai sistemi automatizzati per la sicurezza dei cantieri e degli interventi in autostrada, sulla base di un dossier tecnico articolato quanto quello qui ricostruito. Il gruppo Aleatica sta ora promuovendo il progetto presso le altre concessionarie internazionali.
Guardando oltre l'attuale ambito applicativo, il progetto è nato fin dall'origine con una doppia vocazione: delimitare l'area di un incidente, ma anche per esercitare il ruolo di apripista nella posa della segnaletica di cantiere. Nella pratica operativa odierna l'attenzione resta però concentrata sul primo intervento di segnalazione ostacolo, mentre l'impiego per i cantieri stradali, anche all'estero, è un fronte ancora da sviluppare.
Le considerazioni
Il lancio del progetto è stato accompagnato da alcune dichiarazioni ufficiali dei protagonisti. «Con Flash LED vogliamo fare un passo in più verso la sicurezza di chi ogni giorno lavora e viaggia sulle nostre strade», ha dichiarato Giuseppe Mastroviti. E ha anche precisato: «È una tecnologia semplice ma rivoluzionaria, che per-mette interventi più rapidi e sicuri, dimostrando come prevenzione e innovazione possano davvero andare di pari passo». Sulla stessa linea Matteo Milanesi, Direttore Generale di A35 Brebemi - Aleatica, secondo cui «Flash LED è un esempio concreto della nostra
visione: integrare tecnologia e sicurezza per una mobilità sempre più sostenibile e attenta alle persone», un progetto che «permette di con-solidare il ruolo di Brebemi come infrastruttura sicura e all'avanguardia, capace di proteggere utenti e operatori e di sperimentare soluzioni che potrebbero diventare standard di settore». Anche All.V.In. ha sottolineato la valenza preventiva della tecnologia, definendola parte di «soluzioni intelligenti e preventive» che dimostrano «l'impegno di A35 Brebemi - Aleatica per la sicurezza di utenti e operatori, rendendo gli interventi più rapidi, sicuri ed efficaci».
A cura di: Fabrizio Parati
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The road that makes itself safe on its own
Flash LED is the drone-rover system from A35 Brebemi and Ali.V.In. that positions itself on the carriageway, with the ability to communicate in real time with navigation apps and V2X systems. Awarded at the Asecap Days 2026, and already covered by a patent application, it improves safety conditions during the initial response.
In every story of technological progress, there comes a moment when the observer realises they’re already behind the very thing they’re watching, and all that remains is the consolation — by no means a small one — of being able, at least, to recount that lateness. The writer had seen it in Bratislava, at the Asecap Days 2026, where «leStrade» attended as the event’s media partner and where the project received its award. The engineers who developed it, speaking about it again, now refer to it as “the old version”: a way of saying, without beating about the bush, that what’s described on these pages is a significant evolution of what appeared on the awards stage. In the meantime, while the observer remained fixed on the impression formed in Bratislava, the device had continued to change — quietly — as carefully made things do. Behind this evolution lie three years of joint work between two companies, A35 Brebemi and AII.V.In. (an engineering firm that designs and builds special-purpose vehicles for managing road infrastructure and mobility, nationally and internationally), two patent filings, the use of a test track Brebemi already owned for other purposes — the Arena del Futuro — and the Road Police’s involvement, far from merely nominal.
That project has a clear name — Flash LED — and two signatories: A35 Brebemi-Aleatica, the concessionaire that manages the direct motorway link between Brescia and Milan, and AII.V.In. Together they are bringing to the motorway a technology designed to make lane closure operations more effective in the event of an accident or a breakdown. The system, honoured this year at the Asecap Days in Bratislava with the Innovation Challenge for the project “Rover I Flash LED”, is the outcome of a collaboration launched in 2023, also involving the Road Police, and is now protected by a patent filed in Italy in December 2024 and by a corresponding international patent application filed in December 2025. The patent is jointly owned, in equal shares, by A35 Brebemi (50%) and AII.V.In. (50%); the inventors are Righetti, Coffinardi and Mastroviti. To retrace the system’s origins, operation and future prospects, «leStrade» interviewed Giuseppe Mastroviti, Technical and Operations Director at A35 Brebemi, and Giuseppe Celia Magno, Chief Executive Officer of AII.V.In., gathering the perspective of both project partners. “With this project,” Celia Magno explained, “our first need is to provide an operational response for making motorway incidents safe.”
Robotics in evolution
The project was born out of a very practical operational need: to drastically reduce traffic exposure for personnel tasked with placing the usual warning signs to mark out a hazard— first and foremost, officers from the Traffic Police. Today, under the traditional procedure, setting up the signage means getting out of the vehicle and, together with a flag operator, moving progressively along the running lane to position the markers (flares, etc.). With Flash LED, by contrast, the operator steps out, takes the case, sets it on the ground and the set-up is effectively complete: the rover independently reaches the required spot and secures the area, while the officer can focus on managing the incident. As Giuseppe Mastroviti, Technical and Operations Director at A35 Brebemi, told «leStrade»: «once out of the vehicle, the operator will take our case, place it on the ground and, at that point, the operation is already finished. While the rover goes off to cordon off the area safely, the operator can get on with dealing with the incident». Developed with the Traffic Police involved from the earliest stages, the system has also been refined in terms of weight and size: the case was designed to be carried by a single operator and to fit precisely into the existing compartment on Police vehicles, without requiring any changes to the configuration of the cars in service. The aim of the project, in any case, goes beyond the Police’s initial response alone: the promoters’ stated goal is to reduce traffic exposure for anyone required to work at the roadside, including maintenance staff on worksites—although, to date, deployment remains focused on first response and making areas safe in emergencies.
How the system works
Flash LED consists of a case housing four rover-drones, making five warning devices in total (the case itself plus the four drones). The first version presented featured a fairly substantial case, almost a metre wide, to be placed across the motorway alignment, with the drones deploying out to the sides.
In the latest version, the case has been rotated and is positioned lengthways along the motorway alignment, with the drones deploying straight out, keeping the warning-panel effect unchanged—simply flipped over. The footprint is only slightly smaller than the first version, but it can be placed far more easily in tight spaces. Where there is a hard shoulder, the case is still set within it at the roadside. This lengthways orientation becomes crucial, above all on stretches without a hard shoulder, because it still allows the case to be placed right up against the edge line without encroaching on the live traffic lane.
Once the operator deployment has been authorised, the system could immediately send an "obstruction in carriageway" alert to navigation apps (Google Maps, Waze and others) and to Smart Road V2X systems—even before the drones have finished physically taking position. The drones move autonomously along the edge line at around 5 km/h, reaching the obstruction at an indicative distance of 70–100 metres, then arranging themselves diagonally across the carriageway. The spacing between one drone and the next is about 20 metres, creating overall warning closures of between 70 and 100 metres depending on the type of incident.
In terms of illuminated warning signage, each drone is fitted with an amber rear light that visually recreates the effect of a "LED whip", a white front light designed to improve the visibility of personnel on the ground during night-time operations by lighting up the incident area, and a top-mounted light that mimics the "torch effect". One point needs clarifying, as it’s not a given: the E-CE R65 is the UNECE regulation that specifically covers emergency warning beacons fitted to vehicles (ambulances, rescue units, Police cars), not ground-based signalling equipment like this. The project documentation notes that the rovers’ LED modules were developed with reference to the same photometric requirements set out in that standard: in other words, it should be read as a performance alignment with signalling devices already in use, rather than a formal type approval in the strict sense.
The barrier layout can be tailored case by case: using a handheld terminal (a tablet or smartphone), the operator sets the carriageway geometry, specifying the width and the number of lanes to be closed, even before the case is activated. The panel that opens during deployment also includes a lit directional indicator – an arrow that can be set to point left or right – guiding road users into the open lane.
According to the latest project documentation, the maximum length of a diagonal closure achievable with a single set of rovers is around 160 metres: higher than the 70–100 metres quoted for the four-rover configuration validated in the field. The difference is not an inconsistency; rather, as the technicians themselves have repeatedly stressed, it reflects a platform evolving rapidly, where later versions may use a different number of rovers or a different spacing between units than the first generation tested with the Police. The underlying principle remains the same: when an incident affects multiple lanes, multiple cases with their respective rovers can be placed side by side to extend the boundary.
The design brief also covers the harshest weather conditions: the rovers are built to operate in any climate, including snow, with a top section shaped so snow doesn’t build up and remains clearly visible to approaching traffic.
Redundant communications and fault reThe drones’ communications system doesn’t rely on an Internet connection: each drone talks directly, wirelessly (peer-to-peer, Wi-Fi-style) to the one nearest to it, around 20 metres ahead, so the signal is maintained even when coverage is unavailable or disrupted. If a drone were damaged or destroyed during an operation—an eventuality anticipated by the project, which accepts the risk of impact to an individual unit—the other drones are designed to reposition themselves automatically and restore the formation’s balance, preventing the so-called "hole effect" in the signalling.
As for external connectivity, the system is currently equipped with a SIM card to enable potential interaction with navigation apps, and it is already set up for possible integration with smart roads and direct vehicle-to-infrastructure (V2X) communication. The project partners’ stated aim is to communicate not only with apps and control rooms, but also directly with next-generation vehicles fitted with the enabling technologies, so that the incident can be flagged even to those who have not yet seen it.
Power autonomy and charging
The system’s endurance has been sized around patrol shifts, organised into four six-hour blocks across the 24-hour day: the drones are designed to hold charge for the full duration of a single shift, not the entire daily cycle, since the shift change effectively coincides with the charging window. Once recalled, the drones
they recharge inside the case; when the case is stowed in the service vehicle’s compartment, it recharges in turn, so the system is fully operational again as soon as you’re back in the vehicle.
A collaborative journey
The project was presented to motorway concessionaires and the Police in December 2025, and was praised for providing a warning that road users can grasp immediately, while removing operators from exposure to live traffic. Since then, the system has followed a structured collaboration pathway: A35 Brebemi has been working with the Brescia Traffic Police since 2023, and within the scheduled meetings between Brebemi and the Police, a dedicated section has been opened specifically for Flash LED. Every update to the system has been shaped by the Police’s suggestions and first-hand checks; they tested earlier versions, identifying limitations and areas for improvement, including in the spaces at A35 Brebemi’s Arena del Futuro: an approximately one-kilometre test loop with motorway-style carriageway features, where, during 2025, deployment trials and accident simulations were carried out together with the Police. The results were officially presented at last October’s annual meeting between the Police and motorway concessionaires. The next phase will see the first three kits produced tested in real-world conditions, including abroad.
The partners’ roles: Brebemi and All.V.In.
In outlining the project’s key players, A35 Brebemi brings first-hand experience as a motorway operator and a clear understanding of on-the-ground operational needs, as well as access to the Arena del Futuro as a test facility. All.V.In., a Brescia-based company specialising in fitting out industrial vehicles for maintenance and traffic management — supporting motorway operators nationwide — contributed by identifying the most suitable technological solutions. The two partners stress, however, that responsibilities have not been set in stone: Brebemi also provided technical and engineering input, while All.V.In. works with numerous motorway concessionaires, giving it a strong sector-operator perspective too. Operational support and practical feedback from the Traffic Police were essential to delivering the entire project.
Awards and outlook: from Mexico to South America
After winning, the previous year, the Innova Award – Aleatica’s internal prize for the group’s best safety-innovation projects – Flash LED has this year received international recognition at the 53rd Asecap Days. The event brought several hundred delegates to Bratislava from more than twenty-five countries to discuss resilience, the decarbonisation of mobility and road safety as priorities for developing Europe’s infrastructure. In the innovation awards session, the project – officially also presented as an "autonomous emergency warning device" – was selected following an international assessment focused on automated systems for the safety of roadworks and motorway interventions, based on a technical dossier as detailed as the one outlined here. The Aleatica Group is now promoting the project to its other international concessionaires.
Looking beyond its current use, the project was conceived from the outset with a dual purpose: to cordon off the area around an incident, and also to act as a forerunner in deploying roadworks signage. In day-to-day operations, however, attention remains focused on the initial obstacle-warning response, while use for roadworks – including abroad – is still an area to be developed.
Key takeaways
The project launch was accompanied by a number of official statements from those involved. "With Flash LED we want to take another step forward in improving the safety of everyone who works and travels on our roads every day," said Giuseppe Mastroviti. He added: "It’s a straightforward yet groundbreaking technology, enabling faster and safer interventions, and showing that prevention and innovation really can go hand in hand." Echoing the same message was Matteo Milanesi, Managing Director of A35 Brebemi - Aleatica, who described Flash LED as "a tangible example of our vision: bringing technology and safety together for mobility that is ever more sustainable and people-focused"—a project that "helps strengthen Brebemi’s role as a safe, cutting-edge infrastructure, able to protect both road users and operators, while testing solutions that could become industry standards". All.V.In. also highlighted the technology’s preventive value, calling it part of "smart, preventive solutions" that demonstrate "A35 Brebemi - Aleatica’s commitment to the safety of users and operators, making interventions faster, safer and more effective".
Credit: Fabrizio Parati
Tratto da: le Strade numero 1620 | Consulta l'articolo originale a pag. 54.
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